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Il dialetto
Il dialetto
rossiglionese si inserisce nella cosiddetta anfizona dialettale ligure-padana, come
recentemente analizzata dalla prof.ssa Giulia Petracco Sicardi, il cui limite
occidentale è costituito dalle vallate Argentina, Arroscia e Roia e quello
orientale dalla Val di Vara
e il Magra. Le condizioni
linguistiche dell’entroterra genovese risentono sicuramente delle vicende
storiche, che hanno visto la presenza della Repubblica di Genova nelle terre dell’Oltregiogo e quindi
nella Valle Stura L’uso della
Repubblica di Genova di presidiare i centri di podesteria (tra cui Rossiglione
e Ovada)
dell’entroterra con gruppi di funzionari e di truppe provenienti dalle zone
costiere, nonché, più anticamente, la costruzione di torri e di castelli a difesa, la politica di destinare feudi genovesi a
famiglie nobili della città, la presenza di imprenditori ferrieri
e di artigiani
provenienti dalla costa, hanno
determinato la presenza di gruppi di prestigio
di parlata genovese e la conseguente influenza
linguistica genovese. Come quella ligure, la realtà
dialettale piemontese è altrettanto poco unitaria, per cui non è
possibile fare un confronto con un generico “dialetto piemontese”. I seguenti esempi illustrano
alcune caratteristiche del dialetto
rossiglionese: ·
Conserva le vocali atone finali
·
Riduce fortemente le protonic
·
Scompaiono le postoniche
·
Un tratto
morfologico padano, e specialmente piemontese, è la terminazione -uma
della prima persona plurale, che non arriva nella riviera
·
Una caratteristica più propriamente ligure è la palatizzazione avanzata delle
forme PL, FL che danno c, š
·
Così come i nessi
latini CT, PT, GD
vengono palatizzati in c e g
·
Velarizzazione della consonante N nella sillaba
postonica delle parole terminanti in -a,
con nasalizzazione della
vocale tonica e
conseguente rafforzamento di -n
·
Una caratteristica più piemontese che ligure è l’indebolimento,
fino alla scomparsa, in qualche caso, di c e g dure
·
Più antica e caratteristica più piemontese che
genovese è la trasformazione di
-gl in -i
·
Un tratto più genovese è la terminazione
della terza persona plurale in -an o in -a
·
La pronuncia palatale di r del gruppo latino TR e di altre parole, che caratterizza Rossiglione e
pochi altri paesi liguri dell’entroterra
·
Una differenza
tra Rossiglione
Superiore e Rossiglione Inferiore in alcuni termini e nell’infinito presente dei verbi
in -are -
a Rossiglione Superiore, secondo il modello genovese -
-
a Rossiglione Inferiore, come a Campo Ligure, sul
modello piemontese -
·
Per questo a Rossiglione Superiore si presenta una differenza nella
pronuncia della vocale -a
La Liguria, e a maggior
ragione la Valle Stura, è sempre stata un’area linguistica
aperta verso settentrione, con scambi di innovazioni
dalla costa verso l’area padana e viceversa, avvenuti in tempi diversi. La Petracco
Sicardi colloca i dialetti di Rossiglione e della Valle Stura, nel
suddividere l’anfizona ligure-piemontese in
quattro subaree,
nella subarea “Oltregiogo genovese”,
però con posizioni intermedie. La grafia fonetica utilizzata
è quella del “Vocabolario delle parlate liguri”, Genova, Consulta ligure, 1985
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