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Abside

Planimetria

Affreschi Sec. XV
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La cappella
di San Bernardo, un tempo grangia del
monastero cistercense di Tiglieto – a tutt’oggi abitazione
privata –, sorge a mezzo chilometro circa dall’abitato in direzione di
Tiglieto.
La data di fondazione è
sconosciuta, il documento più antico pervenuto risale alla relazione
parrocchiale del 1781, dove nella
prima pagina si legge: «Nota, ossia conto delle spese fatte
nell’inselciamento della strada pubblica vicina all’oratorio di San
Sebastiano, come pure l’inselciamento del piano del ponte di Gargassa.
Nella copertura del tetto della cappella campestre di San Bernardo e nel
ristoramento della sacrestia della parrocchia come da proposte» (APR,
Manoscritto cartaceo sec. XVIII, a. 1781, mm. 210x300).
Nel «Libro d’economia» del 1787, conservato presso l’archivio
parrocchiale di Rossiglione Inferiore, si segnala lo stato di degrado della
cappella. Fra gli anni 1871 e 1889 l’edificio fu conteso dalla chiesa
parrocchiale di Rossiglione Inferiore e dalla famiglia Oddone, che
rivendicava il diritto di proprietà. Nel 1889
gli Oddone ebbero la meglio e la chiesa fu adibita a magazzino (APR,
libro d’economia, a. 1787).
Dall’esame della planimetria
la cappella di San Bernardo rivela nella figura modulare, ossia nella
moltiplicazione di cellule ad
quadratum, il principale strumento progettuale cistercense.
Il Gruppo
Difesa Ambiente Valle Stura intorno agli anni Settanta del secolo XX venuto a conoscenza dell’esistenza
degli affreschi – quattrocenteschi e di autori ignoti –, ormai ridotti in
condizioni precarie dall’incuria e dall’indifferenza generale, intervenne proponendone
il restauro, successivamente realizzato nei primi
anni Ottanta dal pittore Pietro
Vignoli.
Nella parte centrale dell’abside è rappresentato Dio; ai lati appaiono i quattro Evangelisti. Compongono l’affresco
altre figure di Santi, fra i quali si possono distinguere santa Lucia e, anche se non
chiaramente, san Sebastiano; i
volti dei dodici Apostoli sono
racchiusi in altrettante formelle che, disposte in una striscia lungo
l’arco dell’abside, completano il dipinto.
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