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Interno

Crocifisso ligneo

Anonimo, Statua lignea S. Sebastiano

Foto primi anni sec. XX
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L’oratorio
sorge nella contrada di San Sebastiano,
al termine di Via Mazzini. Il culto per san Sebastiano è collegato
alla frequenza delle pestilenze; il martire paleocristiano, venerato
in numerosissime confraternite della riviera e dell’entroterra ligure, era
tra più popolari protettori degli appestati.
Non
abbiamo, purtroppo, alcun dato documentario che accerti l’epoca esatta di
fondazione, si può ipotizzare, tuttavia, che la “casaccia” sia sorta intorno ai primi
anni del Quattrocento – si è molto discusso sull’origine della parola
“casaccia”, supponendone anche la derivazione da certi edifici
diroccati nei quali i primi disciplinanti si sarebbero riuniti. Più
accettabile è parsa, alla critica contemporanea, la derivazione indicata da
Andrea Spinola nella prima metà del Seicento: il termine
deriverebbe da «far casaccia» cioè «accomunare il casato».
Secondo
lo storico Edoardo Grendi il secolo XV fu «l’epoca caratteristica
della generalizzazione territoriale del fenomeno», ciò non esclude comunque
associazioni più antiche e nemmeno più nuove; in ogni caso, secondo Grendi,
possiamo dare come concluso a quest’epoca il movimento espansivo dei
disciplinanti (E. GRENDI, Le
confraternite liguri in età moderna, in La Liguria delle casacce, Genova 1982, p. 19).
Il
documento più antico, pervenuto, risale alla visita
apostolica di mons. Montiglio nel 1585 (AVAc, Visita apostolica
di mons. C. Montiglio, vescovo di Viterbo, a. 1585). La relazione del
presule, e le successive dei secoli XVII e XVIII conservate
presso l’archivio vescovile di Acqui Terme, non contengono una precisa
descrizione della facies
dell’edificio. Qualche notizia in più, in merito all’arredo, è fornita
dagli inventari dei beni dell’oratorio del secolo XVIII dai quali emerge, oltre
a un buon numero di oggetti liturgici oggi scomparsi, la notizia
dell’acquisto di una statua lignea raffigurante il Martirio di San
Sebastiano; nel documento non è riportato, purtroppo, il nome
dell’artefice. La pregevole opera scultorea, a tutt’oggi conservata
nell’edificio, necessiterebbe di un tempestivo restauro conservativo.
Con
l’avvento dell’epoca napoleonica l’oratorio seguì la sorte di numerosi
altri enti religiosi: nel 1797,
infatti, previo inventario furono sequestrati i
mobili e gli arredi sacri. Finita l’epoca napoleonica la
confraternita fu ripristinata.
La
scomparsa dell’archivio della confraternita non consente di stabilire la
quantità degli oggetti sequestrati, tuttavia, osservando lo stato attuale
dei reperti, è certo che da questo momento iniziò l’inesorabile dispersione
dei beni mobili in esso conservati. A tutt’oggi è possibile ammirare, oltre
alla già menzionata statua lignea del Martirio
di San Sebastiano
(sec. XVIII), un resto di reliquiario in marmo
databile al secolo XVII, due
crocefissi processionali e alcuni quadri
e croci astili ascrivibili al sec. XIX.
Grazie
a una fotografia scattata nei primi anni del secolo XX, è possibile
osservare l’originaria facciata dell’oratorio: essa è perfettamente
conforme alla tipologia architettonica delle “casacce” liguri,
caratterizzate da semplici edifici ad aula unica con facciate a capanna.
L’attuale prospetto, riccamente ornato, fu realizzato nel 1910.
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