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ASPETTI NATURALISTICI DI
ROSSIGLIONE
Testi ed immagini Prof.
Renzo Incaminato
Alcune delle immagini relative alla fauna sono state realizzate dal Prof. Gianni Carrara
La Val Berlino
(Ross. Sup.)
In
questa sede si vuole prendere in considerazione specificatamente e mettere
in risalto le notevoli e
importanti valenze naturalistiche della valle Berlino Il torrente Berlino si getta nello Stura proprio a Rossiglione
proveniente dalla direzione Est. Nonostante il suo breve
percorso possiede un bacino imbrifero abbastanza considerevole con numerose
sorgenti e tanti corsi d’acqua suoi affluenti. La
valle subito è stretta, poi man mano che si sale si allarga a sinistra, nel
suo versante esposto a Sud cioè quello sotto il
crinale che va dal monte Colma al Bric
Ciapassin, in un sistema di vallicole laterali aperte. Invece a
destra il suo versante esposto a Nord è in forte pendenza ed è situato sotto
il crinale che va dal Bric Valcalda, al
monte Bellavista fino al monte Pracaban; comunque anche in questo
versante troviamo corsi d’acqua notevoli come il rio
Testaquara e il rio Lavazzei. L’ambiente
naturale risente della civiltà silvo-pastorale
sviluppatasi fino a VEGETAZIONE E FLORALungo
i corsi d’acqua nella bassa valle troviamo il salicone (Salix
caprea), il salice bianco (Salix alba), il nocciolo (Corylus
avellana); poi salendo notiamo anche
l’ontano nero (Alnus glutinosa) e il carpinello o carpino nero (Ostrya carpinifolia).
All’inizio
della valle, sulla sinistra, si sta estendendo la robinia o acacia (Robinia pseudoacacia) e nei coltivi
abbandonati esposti a Sud cioè nei punti assolati
troviamo la ginestra (Spartium junceum); poi salendo sempre a sinistra notiamo lungo le
strade e nelle scarpate il citiso (Cytisus sessilifolium) e la ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius). Ancora
più in alto, nella bellissima ed ampia conca sotto il crinale che va dal monte Colma al Bric Ciapassin, il bosco è
molto esteso. Principalmente è diffuso il castagneto
a ceduo (Castanea sativa) inselvatichito con
sottobosco che presenta l’agrifolio (Ilex aquifolium) abbastanza frequentemente
e anche qualche esemplare di pungitopo (Cuscus aculeatus). Nelle zone aride e
pendenti troviamo il querceto a roverella (Quercus pubescens) e anche a rovere (Quercus
petracea) con sottobosco erica (Erica arborea), qualche ginepro (Juniperus
communis) e raramente l’agrifolio. Sul crinale
e nei luoghi pietrosi come ad esempio nella località
Pietra Grossa troviamo il pino (Pinus sylvestris) e il pinastro (Pinus
maritima), con il sorbo (Sorbus aria) e l’erica arborea.
Nei
prati alti della valle e in particolare nelle località Piambello e Nei
querceti della media valle a fine giugno-inizio luglio appare la stupenda
fioritura del giglio di San Giovanni (Lilium bulbiferum croceum). La
parte destra della valle Berlino, salendo da Rossiglione, presenta in gran
diffusione il castagneto a ceduo con
qualche pinastro (Pinus maritima) sul crinale. Nelle
bellissime valli del rio Testaquara e
del rio Lavazzei in alto si fa
strada il faggio. IL
CASTAGNETO OGGI
L’assetto
omogeneo del castagneto è dovuto all’elevato potere ombrofilo della pianta e ai suoi particolari chimismi; lo spesso strato fogliare si
decompone lentamente e ostacola quindi la germinazione dei semi di altre
piante. Il
sottobosco presenta specie ombrofile come
la felce aquilina (Pteridium aquilinum) e la felce maschio (Dryopteris
filix mas) o le specie a fioritura precoce perché in primavera la
copertura fogliare della chioma dei castagni non è ancora avvenuta e quindi
la luce solare arriva al terreno. Tra queste piante precoci notiamo
principalmente: il campanellino (Leucojum vernum), gli anemoni (Anemone
epatica, A. nemorosa),
il dente di cane (Erythronium dens canis),
la scilla (Scilla bifolia), gli occhi della Madonna (Omphalodes
verna). In questi ultimi anni sta avanzando nei castagneti della
val Berlino il bellissimo arbusto agrifolio (Ilex aquifolium) specialmente nei
versanti esposti a Sud. Circa
le due gravi malattie fungine dette “cancro
della corteccia” e “mal
dell’inchiostro” che da quasi 100 anni colpiscono il castagno,
possiamo osservare che per ogni ceppaia ci
sono 4 o 5 polloni sani ove sono presenti tali malattie. Pertanto
il ceduo di castagno per la sua grande
potenzialità di proliferazione pollonifera manifesta naturale resistenza a
queste malattie. Ora
però vediamo anche il lato negativo della ceduazione del castagneto. I ceppi, a causa dei tagli, sono
costretti a “spremere”
dall’apparato radicale risorse energetiche e scorte di amido per ricacciare e ricostituire il
fusto e la chioma; se i tagli sono ripetuti, c’è un indebolimento
dell’apparato radicale e necrosi di porzioni di radici. Se poi si
abbandona il taglio ceduo è ancora peggio perché abbiamo per ogni ceppo, 5 o
6 altissimi polloni su un apparato radicale debole e superficiale, facilmente
ribaltabili per l’azione prolungata di piogge, nevicate e di forti
venti nei tratti di grande pendenza come quelli sotto il crinale che dal Bric Valcalda al monte Pracaban.
Per la sistemazione idrogeologica dei versanti
in forte pendenza occorrerà seguire anche le leggi dell’Ecologia Vegetale:
trasformare i castagneti puri in fustaie di altre latifoglie come la rovere
con l’acero di monte e l’orniello e nella parte alta il faggio
ovvero le essenze arboree che vivevano qui prima di mille anni fa cioè prima dell’introduzione del castagno. ASPETTI FAUNISTICI
Sono
in forte soprannumero il cinghiale (Sus scrofa) e il capriolo (Capreolus
capreolus); sono specie che si disturbano a vicenda
e questi Mammiferi Ungulati
proliferano non tanto per la loro riproduzione sessuale e per il confine che
la valle Berlino ha con il Parco di Capanne di Marcarolo, ma semmai
per le loro immissioni periodiche effettuate in zone non molto distanti… Comunque le catene alimentari
dell’ecosistema Bosco Appenninico e la biodiversità faunistica, sono
ancora in discrete condizioni. Tra i
consumatori di I° ordine citiamo gli Anfibi come la rana e il rospo (Bufo
bufo) e la salamandra comune (Salamandra salamandra) molto diffusa nel
castagneto lungo i rigagnoli d’acqua. Tra i
consumatori di II° ordine notiamo i Rettili come il biacco (Coluber
veridiflavus) e anche la
non rara vipera (Vipera aspis). A Il gheppio si osserva facilmente nelle ore
centrali della giornata quando voleggia con traiettoria circolare a caccia
delle sue prede. Presso
i cascinotti, nei boschi e in vicinanza delle case, è facile incontrare il ghiro (Glis
glis) e lo scoiattolo (Sciurus vulgaris). Nella
bella stagione di giorno si sente, a volte, il verso del cuculo (Cuculus
canorus) e il ticchettare del picchio
rosso maggiore (Dryobates maior). Di
notte è diffuso il concerto degli strani versi dei rapaci come l’allocco (Strix
aluco) e anche del gufo (Asio otus); questi rapaci notturni non
sono più rari come qualche anno fa. Si può avvistare la donnola (Mustela nivalis), la faina (Mustela faina) e qualcuno ha visto anche la volpe (Vulpes vulpes).
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