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G.Palmieri, Vergine e Santi

GR. Badaracco, Estasi di S. Pasquale
Baylon

F. Parodi, Madonna del Rosario

G. Procaccini - Visitazione

Fonte Battesimale sec. XVI
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La
prima attestazione della chiesa parrocchiale di Santa
Caterina si ha in un documento del 1439,
nel quale il vescovo Cornelio, delegato del presule di Acqui Bonifacio
Sigismondi, consacra la chiesa.
Secondo
gli storici locali la facciata dell’originario edificio prospettava dove
ora si trova l’altare di San Rocco;
la parrocchiale aveva, dunque, la facciata in
direzione nord sull’attuale Piazzetta Nuova. L’ipotesi
non è, purtroppo, suffragata da alcuna documentazione archivistica e
materiale (A. PAGLIANO, Cenni storici
intorno all’artistico simulacro di N. S. degli Angeli che si venera nella
parrocchia di S. Caterina V. M. in Rossiglione Superiore, S. Pier
D’Arena 1912, p. 8 e seg.; C. MARTINI, Cenni
storici su Rossiglione Superiore, in C. MARTINI - F. FRANCHINI GUELFI -
B. REPETTO, La Madonna degli Angeli a
Rossiglione Superiore. Un’opera d’arte nei luoghi e nella devozione di una
comunità, Genova 1987, p. 7 e seg).
Della primitiva
costruzione non restano che alcuni frammenti del portale d’ingresso,
oggi conservati nella chiesa di Santa Maria della Vezzulla in Masone.
Il borgo di Rossiglione Superiore fu aggregato
alla diocesi di Acqui fino al 1478,
quando passò sotto la giurisdizione della diocesi
di Tortona (A. PAGLIANO cit.; C. MARTINI cit.).
Nel
1588 il vescovo di Tortona mons. Cesare Gambara, in visita
pastorale, esortò i fedeli ad ampliare l’edificio, considerato troppo
angusto; si stava verificando in quegli anni, infatti, un forte incremento
demografico (PAGLIANO cit., pp. 16-17). I lavori iniziarono nel 1607 e nel 1609
la nuova chiesa parrocchiale di Santa Caterina fu
consacrata e dedicata, altresì, a san
Bernardo (C. MARTINI cit., p. 7).
Nel 1811 la parrocchia fu incorporata nella diocesi di Casale Monferrato,
rimanendovi sino al 1816 per
ritornare definitivamente sotto Acqui (AVAc,
parrocchiale di Santa Caterina in Rossiglione Superiore, sec. XIX).
L’attuale
edificio non conserva alcuna traccia della sua facies quattrocentesca. L’attuale facciata, in stile neoclassico, fu
edificata nel 1856. Nel 1862 fu acquistato, dalla ditta Lingiardi di
Pavia, un nuovo organo – costato 9.500 £ – in sostituzione di un strumento più
antico andato perduto in una inondazione
del fiume Stura che colpì l’edificio nel
secolo XVIII (APR, documenti inerenti l’acquisto del nuovo
organo, a. 1862).
La più
antica opera scultorea, a tutt’oggi pervenuta, è il bel fonte battesimale in marmo bianco, attualmente
adattato a lavabo nella sacrestia. In
considerazione dei caratteri stilistici e strutturali il manufatto, di
provenienza genovese, potrebbe essere datato fra la fine del secolo XVI e i primi del secolo XVII (FAUSTA FRANCHINI GUELFI, Scultura genovese nel Seicento e nel
Settecento a Rossiglione Superiore, in C. MARTINI - F. FRANCHINI GUELFI - B. REPETTO, La Madonna degli Angeli a Rossiglione
Superiore. Un’opera d’arte nei luoghi e nella devozione di una comunità,
Genova 1987, pp. 17-18).
Nella
seconda metà del secolo XVII
la chiesa si arricchì di cappelle e altari
di notevole valore artistico: le cappelle di San
Rocco, Santa Lucia, della Misericordia e della Madonna del Rosario.
La classicheggiante struttura dell’altare dedicato alla Madonna del Rosario ospita la marmorea Madonna del
Rosario di Filippo Parodi (FAUSTA FRANCHINI GUELFI cit.,
p. 19 e seg).
La
chiesa conserva, inoltre, interessanti testimonianze pittoriche, fra le
quali vanno citate la Assunzione della Vergine di Bernardo Castello (1567-1629),
posta sopra la porta che conduce in sacrestia; la Visitazione di Camillo
Procaccini (1551 c.-1629), ubicata di fronte alla tela precedente;
la Vergine
e Santi di Giuseppe Palmieri (sec. XVIII).
Sulla destra
dell’altare maggiore si trova il gruppo in legno
policromo della Madonna degli Angeli, acquistata nel 1811 presso il
convento della SS. Annunziata del Vastado in
Genova. Il problema dell’attribuzione della cassa processionale,
come scrive la studiosa Fausta Franchini Guelfi è
«tuttora aperto, poiché non sono finora emersi documenti in proposito, e
poiché il vasto panorama della scultura genovese il legno policromo fra la
fine del Seicento e la seconda meta del Settecento è ancora – tranne che
per l’opera di Anton Maria Maragliano
e di pochi altri – in gran parte inesplorato» (FAUSTA FRANCHINI GUELFI cit.,
p. 19 e seg). In attesa che siano ritrovati i documenti sull’esecuzione del
gruppo scultoreo, l’opera – il cui ignoto artista fu sicuramente influenzata
dalle innovatrici opere di Maragliano
– si può collocare cronologicamente intorno alla metà del secolo XVIII.
Nella
seconda metà del secolo XVIII furono
realizzati, dallo scultore Bernardo Pasquale Mantero, gli altari di San Giuseppe e della Madonna del Carmine.
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