Comune di ROSSIGLIONE


 

 

Chiesa parrocchiale di Nostra Signora Assunta

 

 

 

 

Facciata N.S. Assunta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Planimetria

 

 

 

 

 

Cassa processionale N.S. Assunta

 

 

 

 

Arco in pietra a sesto acuto sec. XII

 

 

 

Cassa processionale Transito di S. Giuseppe

La prima testimonianza scritta riferita alla chiesa parrocchiale di Santa Maria, oggi dedicata a Nostra Signora Assunta, risale al 27 luglio 1301 (Statuti di Rossiglione, a cura di C. COSTANZI - C. MARTINI, Rossiglione 1979, p. 3). Ritroviamo la fondazione menzionata nella visita apostolica del 1577 dalla quale si evince che, già nella seconda metà del secolo XVI, l’edificio medievale era stato demolito, per fare spazio all’attuale struttura che prospetta su piazzetta Viotti.

Nelle successive visite apostoliche, compiute nel 1585 e nel 1715, i presuli non fanno riferimento alcuno all’aspetto architettonico della parrocchiale, limitandosi a impartire ordini esclusivamente in merito all’arredo liturgico, che dovrà essere conservato «con maggiore cura» – le pissidi, gli ostensori, e gli altri oggetti liturgici, citati nei documenti, sono a tutt’oggi in gran parte scomparsi (AVAc, visita apostolica di mons. C. Montiglio vescovo di Viterbo, a. 1585, fasc. e, c. 67; AVAc, visita pastorale di don Talice delegato di mons. Gozani vescovo di Acqui, a. 1715, c. 17).

La nuova parrocchiale fu consacrata ufficialmente nel 1609, come attesta un’iscrizione murata all’interno della chiesa; durante questa nuova fase edilizia fu ricavata, sotto l’altare maggiore, una piccola cripta dedicata a San Carlo (ACR, carte Viotti; APR, documenti della fabbriceria).

Una interessante notizia giunge dal Libro dei Defunti del secolo XVII, conservato nell’archivio parrocchiale di Rossiglione, dove si viene a conoscenza dell’ubicazione dell’antico cimitero; le sepolture erano eseguite in un vicolo, prossimo alla parrocchiale, denominato Vico Fosso – ora via dott. Rinaldo Minetti (APR, libro dei defunti, sec. XVII). La notizia è confermata dal rinvenimento, in via Rinaldo Minetti e nella vicina via Mazzini, di numerose ossa umane emerse durante i lavori di scavo compiuti nel 1893, nel1904 e all’inizio degli anni Ottanta del secolo XX.

Il 2 febbraio 1887 forti scosse telluriche danneggiarono i muri della chiesa. Nel 1891 Giovanni Campora, noto studioso d’arte e di architettura, assunse la direzione dei lavori di restauro; durante questo intervento «venne dapprima innalzata la navata destra e provveduto a un alloggio per il sacramento» (APR, documenti della fabbriceria sec. XIX). I lavori di muratura, eseguiti da Giovanni Battista Pastorino su progetto di Giovanni Battista Minetti e dall’architetto Crotta – al quale si deve la facciata – si protrassero fino al 1893 (APR, documenti della fabbriceria sec. XIX). Fu durante i lavori di costruzione della nuova facciata che gli operai, scavando un profondo fosso per la base della nuova struttura, rinvennero centinaia di tombe e un vastissimo cimitero sotterraneo esteso fino sotto la navata destra della chiesa. L’intervento fu sospeso per rilevare la posizione e la soglia – rintracciata a 50 cm sotto l’attuale piano di calpestio – dell’edificio medievale (APR, documenti della fabbriceria sec. XIX).

Della facies medievale resta, sul lato ovest, metà di un arco in pietra a sesto acuto. Il manufatto, databile al secolo XII, apparteneva al portale dell’antico edificio. La tipologia dell’arco ogivale, così rara nella zona è, probabilmente, legata a una cultura scultorea di matrice cistercense proveniente dalla vicina abbazia di Tiglieto. Il manufatto, realizzato in pietra locale, era strombato con arco a sesto acuto che incorniciava un più basso architrave oggi scomparso. Sostenevano l’architrave due mensole, di cui solo una è pervenuta, di fattura piuttosto semplice ma aggraziata da dentellature nella parte inferiore.

È ipotizzabile che l’orientamento della chiesa fosse, quindi in origine volto a est, lo dimostrerebbe l’uso – da parte degli anziani di Rossiglione Inferiore – di denominare il piazzale davanti alla porta maggiore “dietro alla chiesa”.                                                                                                                                                               

La struttura della fabbrica è fortemente connessa con il tessuto edilizio circostante; l’attuale parte absidale è inglobata nella schiera di edifici che scendono verso il ponte vecchio sul Gargassa, come pure il prospetto lungo via Mazzini, dalla quale si accede alla canonica. I fronti liberi sono, quindi, solo quello principale, su piazza Viotti – restaurato nel 1985 (Archivi Soprintendenza, relazione di restauro del prospetto principale, a. 1985) –, e il prospetto a levante, affacciato sulla Stura.

L’edificio esternamente si presenta con una fronte preceduta da un porticato su scalinata che ripara i tre portali d’ingresso, in corrispondenza d’altrettante navate. Lo sviluppo planimetrico dell’edificio è di tipo basilicale con pilastri parastati che suddividono le navi. Si distingue dagli esempi più comuni lo spazio presbiteriale, con due cappelle comunicanti, sovrastato da una cupola elevata su un alto tamburo poligonale a lati irregolare; la copertura della navata maggiore è impostata su un alto attico a sesto ribassato. Ampie finestre nel tamburo e nelle navate illuminano l’interno, interamente decorato dal pittore Domenico Buscaglia (1828-1919).

Fra i beni artistici conservati nella parrocchiale spiccano per particolare pregio valore storico il bellissimo secentesco gruppo ligneo dell’Assunta – di autore al momento sconosciuto –; la cassa processionale raffigurante il Transito di San Giuseppe, realizzata nel 1866 dai fratelli Montecucco di Gavi (APR, cassa processionale del Transito di San Giuseppe; AVAc, cassa processionale del Transito di San Giuseppe, sec. XIX); e, infine, un tabernacolo per l’Olio Santo ascrivibile al secolo XVI.

 

 

 

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